Firenze, 8 aprile - La Società Canottieri “Firenze” saluta uno dei suoi soci più illustri. Franco Ciardini, socio del sodalizio remiero biancorosso dal lontano 1974, si è spento la domenica di Pasqua, a 85 anni, in seguito a un attacco cardiaco. Mancherà molto, nella sede storica del Ponte Vecchio, la figura di Franco. Un appassionato sui generis, che dopo aver scoperto tardi il canottaggio, alle soglie dei 40 anni, grazie alla vicina Canottieri Comunali, ne ha fatto la sua ragione di vita per la successiva metà della propria esistenza.


Uno sportivo a 360° Franco Ciardini, che oltre al canottaggio coltivava le passioni per lo sci nautico - praticato sin da ragazzo a Torre del Lago Puccini – il rugby, il tennis, il tiro con l’arco e la boxe (è stato anche presidente dell’Accademia Pugilistica Fiorentina). Tutti sport nobili. Tutte grandi passioni, come il canottaggio, praticato se non agonisticamente, causa anche la tarda età del suo approccio al remo, ai massimi livelli dal punto di vista amatoriale. Appena quattro anni dopo il suo approdo all’ombra del Ponte Vecchio, partecipa a Londra alla prestigiosa Head Of The River, primo tassello di un lungo mosaico di partecipazioni e risultati di spicco, come il titolo iridato Master in singolo. Impegnato anche nel consiglio della Canottieri, del quale fu Direttore Sportivo per due anni, è nel 1987 che realizza la sua impresa più bella, il suo fiore all’occhiello: con Giorgio Benvenuti, padre dell’allora azzurro Marco, compie in due mesi la traversata da Pisa a Londra, in canoè. E due anni dopo, nel 1989, attraversa l’Italia a remi per toccare le quattro Repubbliche Marinare. Trasmette l’adorazione per il canottaggio alla famiglia: la nipote Carolina, classe 1985, nel 2001 a Gavirate si laurea campionessa italiana nel quattro di coppia Ragazzi femminile.


Appassionato di barche, negli anni acquista molteplici imbarcazioni, da tutti i principali cantieri europei. Gli ultimi anni il canottaggio lascia spazio all’ennesima passione della vita, l’arte del taglio degli alberi con tagli e accette: un’operazione ad una quercia secolare nel Mugello diventa un documentario, intitolato “Un signore di Firenze”. La passione per il legno non impedisce a Franco Ciardini di continuare a frequentare i locali della Canottieri, dove era solito correggere chiunque gli capitasse a tiro sulla tecnica di voga.


Quelle correzioni, a volte forse esagerate, da oggi in poi mancheranno molto alla Canottieri “Firenze”, nella quale Franco lascia un grande vuoto.


Niccolò Bagnoli


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